Maggio 17, 2020

Ci presentiamo!

By sentieribio

Sono Sabina Pesci, ho 42 anni, sono nata a Fano e ho sempre vissuto a pochi chilometri da Fano, in campagna. I miei nonni erano agricoltori ed io ho trascorso tutte le mie estati a casa loro e nei campi. Ho studiato e lavorato nei sistemi di gestione aziendale, fino a dieci anni fa, quando la crisi ha toccato l’economia locale. In quel momento ho valutato l’idea di tornare alle origini, ai tempi e ai modi in cui ho trascorso l’ infanzia, prendendo in mano l’azienda agricola di mio nonno oramai anziano. Ho ritenuto opportuno che quest’azienda dovesse rinnovarsi, apportando dei valori aggiunti: il metodo biologico per la coltivazione e la trasformazione interna di prodotti freschi. A distanza di qualche anno sono pienamente soddisfatta della mia scelta, continuerò a crescere e a migliorare il servizio che la mia azienda può dare per la genuinità dei prodotti e la riscoperta dei sapori di un tempo. Il corso di agricoltura biologica dell’Università di Urbino è un mezzo per continuare a crescere e trasmettere agli altri le sane abitudini.

Sono Federica e abito a Fano. Mi sono avvicinata al biologico per motivi di salute: sei anni fa ho scoperto di essere intollerante al lattosio e ho dovuto drasticamente modificare le mie abitudini alimentari. Ho iniziato a fare sempre più attenzione alla provenienza del cibo e al modo in cui veniva prodotto. I miei studi hanno fatto il resto: soprattutto grazie all’Erasmus in Svezia, ho scelto di focalizzarmi sul cambiamento climatico e sulla sostenibilità, con particolare attenzione al sistema agroalimentare. Ho frequentato il corso dell’Università di Urbino per conoscere il “biologico” del mio territorio, entrando in contatto con le pratiche e i volti che producono il cibo che ogni giorno metto in tavola. Attualmente sto svolgendo il servizio civile per conto dell’Associazione Papa Giovanni XXIII presso l’ emporio ae, un negozio di cibi biologici a km0 che promuove la conoscenza diretta fra produttori e consumatori. L’insegnamento più prezioso del corso è stato appunto il valore delle relazioni lungo tutta la filiera, dal contadino che pone il seme nel campo al consumatore finale. A distanza di anni, posso dire che la mia intolleranza è stata una benedizione!

Sono Cristina. Sin dall’infanzia ho vissuto in una famiglia ricca di tradizioni e amore per l’agricoltura. Uno dei miei ricordi più belli risale all’infanzia: da piccolina, con un pentolino rosso scendevo nella stalla a mungere la mucca per far colazione e passare la giornata con mia nonna nei campi. Ricordi bellissimi che, dopo un percorso totalmente diverso, chiusa in ufficio di fronte ad un computer, ho voluto riscoprire per diventare sempre più consapevole del mondo biologico, iscrivendomi al corso proposto dall’Università di Urbino arricchendo così il mio sapere. Ora sto sviluppando l’azienda agricola che ho fondato con mio padre,  Azienda Agricola Pontellini Bruno dove valorizziamo un prodotto tradizionale della Regione Marche, il Vino di Visciole che la mia famiglia produce da generazioni. Una passione che si sta trasformando in opportunità.

Mi chiamo Daniele, ho 33 anni e provengo da una piccola cittadina. Il mondo dell’agricoltura non è mai stato legato alla mia vita fino a quando 5 anni fa, per motivi familiari, mi sono trasferito nel Montefeltro. Grazie ad un contatto diretto con questo bellissimo territorio ho scoperto l’amore per la terra che mi ha spinto ad iscrivermi prima alla facoltà universitaria di agraria e poi al corso di formazione sull’agricoltura biologica dell’Università di Urbino. Ho frequentato il corso per approfondire il mondo del Biologico e passo dopo passo sono stato rapito dai suoi principi.
L’amore per l’agricoltura, se non tramandato, può nascere spontaneamente dentro di noi.

Sono Silvia, ho 25 anni e sto portando a termine il mio percorso di laurea magistrale in Lettere. Spiegare come mi sono avvicinata al biologico non è affatto facile: gli stimoli che mi hanno spinto ad approfondire l’argomento iscrivendomi al corso “modelli politiche e strategie per lo sviluppo dell’agricoltura biologica” hanno origini diverse e solo in questi anni li sto raccogliendo in un unico nodo. Da una parte c’è senza dubbio il sapere di una famiglia di origini contadine che anche cambiando stile di vita ha continuato a autoprodurre cibo sano senza snaturare se stessa e i proprio metodi. A mia nonna devo il fascino di un sapere naturale e intuitivo che ancora non riesco a spiegare. Dall’altra parte i miei studi umanistici e la possibilità di studiare fuori casa mi hanno dato modo di fare esperienza di un incredibile numero di storie (umane e letterarie) che negli anni mi hanno abituato a ricercare i percorsi di ciò che incontro o che banalmente porto a tavola. Attualmente “biologico” è per me una parola che genera parentele con la dignità del lavoro, con il rispetto dei cicli della natura e con la consapevolezza ambientale. Ho deciso di frequentare questo corso per verificare, problematizzare queste idee e chissà che nel futuro lavorativo non possano avere un’utilità pratica!

Ciao sono Pietro, un ragazzo marchigiano innamorato dell’agricoltura. Vengo da una famiglia di agricoltori di quelle che alla domenica si guarda linea verde e circa il 90% delle discussioni familiari sono relative all’agricoltura o collegate ad essa. Collaboro con l’azienda agricola biologica di famiglia ed ho frequentato il corso dell’Università di Urbino sull’agricoltura biologica per conoscere al meglio queste pratiche e poter così portare avanti il lavoro di agricoltore con più consapevolezza. Sto lavorando per raggiungere gli obbiettivi del biologico anche per quanto riguarda l’allevamento di bovini.

Mi chiamo Valentina e sono una ragazza di ventidue anni nata e cresciuta in un piccolo paesino dell’entroterra marchigiano.
Il mio paese è situato in una delle tante meravigliose colline del territorio della Vallesina e io sono fortemente attaccata alla mia terra e alle semplicità che gli abitanti di questo paese hanno coltivato negli anni: semplicità che non è banalità, ma genuinità di prodotti e tradizioni tramandate generazione dopo generazione. I miei nonni e zii paterni provengono da famiglie di umili contadini e per questo motivo sento che il gene dell’agricoltura mi sia stato tramandato naturalmente. La famiglia di mia mamma si impegna da più di settanta anni a produrre uno dei prodotti che rendono la nostra terra famosa in tutto il mondo: il vino, e in particolar modo il Verdicchio dei Castelli di Jesi. Mi sono iscritta al corso sull’agricoltura biologica perché le mie conoscenze sulle politiche e sulle modalità di “fare bio” erano troppo limitate. Sono molto sensibile ai temi di cura e preservazione dell’ambiente e la mia laurea in Sociologia mi ha permesso di focalizzare le mie energie su attività di inclusione sociale, volontariato e progetti di solidarietà a favore di chi vive “ai margini”. Credo che il bio sia il futuro, tanto per la Terra e per la nostra salute, quanto per la possibilità che offre di creare spazi per le persone che spesso vengono ritenute di troppo, che spesso vengono tenute ai margini.

Sono Valentina, vivo a Urbania, un comune situato in provincia di Pesaro Urbino. Terminati i miei studi in comunicazione, ho conseguito la laurea in Informazione, media e pubblicità ed in seguito ho frequentato il corso Modelli, politiche e strategie per lo sviluppo dell’agricoltura biologica proposto dall’Università di Urbino. Mi sono focalizzata su questo ambito in grande crescita, per aumentare le mie conoscenze e per l’interesse scaturito dopo anni di lavoro nella ristorazione verso le tradizioni, il territorio e i suoi prodotti. Ho potuto apprendere diverse nozioni e approfondire temi legati all’ambiente e all’agricoltura, mirati alla cura della salute e della sostenibilità. Le nuove persone con le quali ho avuto modo di confrontarmi e scambiare opinioni hanno reso questo percorso piacevole e interessante. Le lezioni sono state coinvolgenti, mi hanno permesso di conoscere gli aspetti e le tendenze principali in questo campo. Le visite aziendali inoltre, sono state una meravigliosa occasione per osservare da vicino il duro lavoro di chi opera biologico e soprattutto, un importante momento per ascoltare valori ed esperienze legate alla terra. È stato stimolante osservare diverse realtà unite dall’amore per la natura e le bellezze del nostro paese.

Sono Ramona, vivo da sempre in un piccolo paese al confine tra Marche e Romagna. E’ qui che da bambina passavo l’estate giocando nei campi tra le spighe di grano e i papaveri rossi e a fare a gara a chi raccoglieva le more di rovo più belle; e che allegria quando in autunno si faceva la vendemmia e noi bambine pigiavamo ancora l’uva a piedi nudi. Il mio posto preferito, però, era il pollaio: con i nonni si faceva la cerca delle uova per scoprire se nella notte erano nati i pulcini; per me ogni volta era una gran festa! La mia infanzia profuma di pane cotto nel forno a legna e ha il sapore di piatti contadini: radici, storia e tradizioni sono le cose che amo di più. Oggi ho quarantadue anni e sono mamma di un bimbo di sette. Tommaso non era ancora nato quando insieme alla mia famiglia ho scoperto il piacere di fare l’orto. Ho sempre dato tanta importanza all’ alimentazione e alla provenienza del cibo che mangio e con l’arrivo di un bimbo queste ragioni hanno assunto un’ importanza ancora maggiore. In questi anni l’orto è cresciuto e insieme a lui è cresciuto il desiderio di costruire qualcosa per cambiare anche la mia vita. Golosa e amante dei piccoli frutti ho condiviso il mio pensiero con Francesco Torriani e seguendo il suo consiglio che mi sono iscritta al corso Modelli, politiche e strategie per lo sviluppo dell’agricoltura biologica promosso dall’Università di Urbino: per ampliare le mie conoscenze ed il mio sapere. Oggi è nato L’orto dei piccoli frutti ed è diventato il mio progetto di vita. Mio figlio è diventato un ometto, ha imparato a seminare, a piantare e raccogliere. Ama la terra e si prende cura delle galline del nostro pollaio.

Ciao, mi chiamo Selene e sono al primo anno di dottorato all’Università di Urbino con un progetto sull’innovazione nel settore del biologico, dopo aver conseguito una laurea specialistica in Economia dell’Ambiente e dello Sviluppo. Sono felice di essere riuscita, finora, a fare della mia passione il mio lavoro e spero di poter continuare a dare il mio contributo attivamente anche in futuro. La mia passione per la tutela ambientale e sociale arriva sicuramente da lontano, perché sin da bambina sono cresciuta in mezzo al verde in quanto i miei nonni erano agricoltori e mi hanno trasmesso i loro valori come la cura e il rispetto delle risorse che ci circondano.
L’agricoltura è un settore molto particolare ma anche rilevante in quanto siamo tutti protagonisti o come produttori o come consumatori. È necessario, però, passare a modelli più sostenibili; il biologico potrebbe essere una strada percorribile per avere cibo più sano e salutare e pratiche che tutelino i nostri territori e rispettino i principi sociali.
Ho deciso di partecipare al corso “Modelli, politiche e strategie per lo sviluppo dell’agricoltura biologica” proprio per poter migliorare la mia formazione ed è stata una giusta scelta perché oltre ad essermi arricchita culturalmente ho conosciuto delle fantastiche persone che mi hanno arricchito come persona.