Maggio 17, 2020

L’orto dei frutti dimenticati di Tonino Guerra

By Daniele Cinus

L’orto dei frutti dimenticati è nato da un’idea di Tonino Guerra, famoso poeta, scultore e sceneggiatore romagnolo, ed è ubicato nel centro storico di Pennabilli (RN), un incantevole borgo della Valmarecchia. L’Orto è stato realizzato nel 1990 su un terreno abbandonato da anni, un tempo orto del convento dei frati missionari. Fu definito, dallo stesso Tonino Guerra, un museo dei sapori e presenta al suo interno una raccolta di alberi da frutto appartenenti alla flora spontanea appenninica.

L’obiettivo dell’ideatore era quello di far toccare con mano il passato, riscoprendo gli antichi sapori ed evitando la loro estinzione. Tra le specie più insolite possiamo trovare: l’Azzeruolo (piccole bacche rosse o gialle con grossi semi e poca polpa dal sapore di mela), la pera Cotogna, la Corniola (una sorta di ciliegia allungata), il Giuggiolo (che produce delle “olive” dolciastre), l’Uva Spina, la Ciliegia Cuccarina, il Biricoccolo (susina blu con la buccia vellutata come quella dell’albicocca). Di particolare interesse è la fiera dei frutti dimenticati che si svolge a fine settembre di ogni anno a Pennabilli, organizzata dall’Associazione Culturale Tonino Guerra.

A questa fiera partecipano numerosi produttori locali che espongono i loro prodotti e le varietà antiche. All’interno dell’orto possiamo trovare alcune sculture ed opere di artisti contemporanei e dello stesso Tonino Guerra. Gli artisti hanno voluto rappresentare, con materiali recuperati e sempre in equilibrio con il contesto naturalistico, il senso della riflessione, della lentezza e della pace. L’orto dei frutti dimenticati rappresenta un perfetto connubio tra l’amore per la natura e per la cultura come espressione di forma d’arte e di valorizzazione del territorio. In questo momento di difficoltà, l’insegnamento ereditato da Tonino Guerra, potrebbe permetterci di ripartire dalla semplicità: osservare con lentezza, riscoprire varietà antiche, sane e resistenti che profumano di memoria.

“È ora che quando incontriamo un albero diciamo: BUONGIORNO SIGNOR ALBERO!” (Tonino Guerra)