Maggio 23, 2020

Vicino agli invisibili – I Progetti Presidio

By Valentina Cotichella

Lo sfruttamento dei lavoratori è un fenomeno molto diffuso, tanto a livello nazionale quanto a livello mondiale. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro stima che circa dodici milioni di persone vengono sfruttate nel settore dell’edilizia, nell’agricolo e in quello dell’assistenza domestica, mentre l’Osservatorio Placido Rizzotto stima che in Italia sono circa 70-100mila i lavoratori stranieri che vengono sfruttati nel settore agro-alimentare.

Questi dati ci fanno capire che lo sfruttamento degli individui non è cosa da rilegare al passato, ma è un fenomeno strutturale anche nella società in cui viviamo. Se da una parte la nostra economia si basa su attività e rapporti leciti che avvengono in maniera sistemica, seguendo normative e ordinamenti specifici, dall’altra parte molte delle attività economiche sono azioni occultate e silenziose, che avvengono in maniera consuetudinaria.

L’Osservatorio della Flai-CGIL Placido Rizzotto stima che il 37,3% delle attività economiche del nostro Paese appartiene alla cosiddetta “economia non osservata”, ossia quell’area economica che non può essere misurata, cui attività rimandano a situazioni definite illegali, informali o sommerse.

Centro di Accoglienza – Paestum

Sono dati che dovrebbero allarmare la coscienza collettiva, dal momento in cui ci si sofferma a pensare a tutti quegli individui che per sopravvivere sono disposti ad essere sfruttati. Per molte persone, un’entrata, anche misera, di denaro e un tetto, anche degradato, sotto cui abitare sono necessità da dover soddisfare ad ogni costo, per sopravvivere. In un sistema che punta al massimo profitto, la dignità dei lavoratori viene spesso compromessa, così come la libertà e il benessere. Spesso vicino a situazioni di lavoro in nero, di lavoro informale o di lavoro grigio ci sono esseri umani che vengono sfruttati, maltrattati, sottopagati da altri esseri umani.

L’agricoltura è uno dei settori economici in cui il peso dello sfruttamento si fa sentire maggiormente: il tasso di irregolarità dei rapporti di lavoro in agricoltura è pari al 39%. Questo significa che circa 400.000 lavoratori agricoli sono a rischio di un ingaggio irregolare e sotto caporale e che circa 132mila persone sono in condizioni di grave vulnerabilità sociale e occupazionale.

Fortunatamente, sono tante le iniziative di associazioni e enti del Terzo settore volte a risvegliare l’interesse dello Stato e della collettività sui temi che riguardano il lavoro dignitoso, il caporalato e lo sfruttamento, soprattutto dei migranti, in agricoltura.

Il Progetto Presidio è un’esperienza di intervento concreto e diretto a favore di coloro che vivono ai margini, di coloro che conducono una vita difficile e quasi totalmente invisibile. Questa volontà di aiutare è nata dalla sensibilità di Caritas italiana che per prima si è impegnata a coordinare l’intervento delle caritas sparse nel territorio nazionale, per ottenere il rovesciamento di alcune situazioni scomode e probabilmente disumane. Viene definito un “progetto nazionale, biennale, di coordinamento e messa in rete di quelle Caritas diocesane desiderose di approdare a una modalità sistematica d’intervento sul tema del lavoro sfruttato, specie migrante”. Un’iniziativa di solidarietà che ha conquistato anche il mondo accademico, tanto da spingere l’Università di Urbino ha creare un gruppo di ricerca, per studiare gli interventi e raccogliere dati e particolarità del progetto, in collaborazione con l’Università di Foggia, Parma e con la Fondazione Marco Biagi di Modena.

La Chiesa italiana ha così avviato progetti di intervento diretto su situazioni di grave disagio abitativo, lavorativo e sociale, in particolare nel sud della Penisola. Ogni esperienza di intervento si diversifica rispetto alle altre per localizzazione geografica, contesto socio economico, genesi e storia e modelli di intervento adottati. I vari Presidi che sono stati aperti si sono occupati comunque di fornire ascolto, orientamento, tutela, assistenza di prima necessità, contributi economici, farmaci, assistenza legale e supporto amministrativo a tutti coloro che ne avevano bisogno.

Sono progetti nati per aiutare gli invisibili, coloro che vivono in silenzio ai margini della società, in balia di quel sistema di corruzione e mediazione illecita di rapporti di lavoro. Sono iniziative di solidarietà volte a tendere la mano a tutti quei lavoratori stagionali coinvolti nel mondo dell’agricoltura, in cui spesso e purtroppo prevalgono rapporti di lavoro illeciti e condizioni disumane di vita.

Ogni progetto andrebbe approfondito nelle varie sfumature e particolarità che presenta, ma in linea generale è opportuno dire che anno dopo anno i progetti sono riusciti a migliorare le loro capacità di intervento. Si sono intensificate le reti di legami sociali informali e così le situazioni di sfruttamento e di disagio sono state affrontate passo dopo passo, nella loro particolare fragilità.