Giugno 8, 2020

L’Allevamento Biologico

By Pietro Blasi

In un azienda biologica “ideale” basata sui principi della sostenibilità e del riutilizzo per evitare sprechi, gli animali sono considerati collaboratori sistemici. Questi permettono di utilizzare risorse altrimenti difficili da rivendere come foraggio e leguminose, ma essenziali per la rotazione delle colture, forniscono fertilizzante naturale e soprattutto una produzione di alimenti di elevato pregio nutrizionale come carne, latte e uova.
I criteri di un allevamento biologico sono definiti dall’Unione europea (REG.CE. 834/2007 e REG.CE. 889/2008) e recepiti in Italia secondo il D.M. 18354/2009.


I principi fondamentali di questo tipo di allevamento sono: rispettare i sistemi e i cicli naturali, mantenere e migliorare la salute dei suoli, delle acque, delle piante e degli animali e l’equilibrio tra di essi, contribuire ad un alto sviluppo di biodiversità, assicurare un impiego responsabile dell’energia e delle risorse naturali, rispettare rigorosi criteri in materia di benessere animale ed infine mirare ad ottenere prodotti di alta qualità.
Le regole di un allevamento biologico riguardano:

  • la gestione dell’allevamento, la quale prevede che il metodo biologico debba essere strettamente legato alla terra, tanto da non consentire la produzione animale “senza terra”
  • la scelta di animali provenienti da allevamenti biologici di razza autoctona e rustica per ovviare al problema di malattie
  • la conversione di un’azienda zootecnica comprende simultaneamente la conversione dei suoli e quella degli animali
  • l’alimentazione degli animali si basa sui principi di qualità piuttosto che quantità, rispettando i fabbisogni nutrizionali, no ai prodotti O.G.M. “tolleranza zero”, ed è vietato l’impiego di “vitamine, pro vitamine e sostanze ad effetto analogo chimicamente ben definite”. Gli alimenti devono essere biologici e provenire quasi esclusivamente dall’azienda stessa nonché basarsi in massima parte sul pascolo
  • gli spazi e i pascoli devono essere adeguati al numero di animali garantendo così il loro benessere
  • il divieto di ormoni per controllo della riproduzione e di antibiotici per trattamenti preventivi. Questi sono consentiti solo per evitare sofferenze o disagi all’animale, in caso contrario sono preferiti prodotti omeopatici e fitoterapici.

Dunque perché è preferibile un allevamento biologico? Le motivazione possono essere sia di tipo etico che economico.
Quelle etiche favoriscono la sostenibilità e la salvaguardia dell’ambiente, generando un forte legame allevamento-terra, mentre quelle di tipo economico permettono la diversificazione dei prodotti e garantiscono un alimento sano e di alta qualità nelle nostre tavole.