Luglio 10, 2020

Cau&Spada: intervista al giovane imprenditore Emilio Spada

By Daniele Cinus

Ciao Emilio, di cosa si occupa la vostra Azienda?

La nostra è un’azienda agricola ad indirizzo zootecnico che oggi, grazie ad una produzione circolare, arriva alla realizzazione del formaggio. Questa scelta risale agli anni ’70, all’epoca una parte di latte era venduta e la restante veniva già trasformata in formaggio nel nostro caseificio; inizialmente i prodotti erano acquistati direttamente in azienda oppure nelle botteghe di Sassocorvaro ed Urbania, i primi paesi che hanno accolto il nostro formaggio.

Nel corso degli anni la quota di latte venduta è stata sempre meno, mentre quella trasformata aumentava considerevolmente; ad oggi tutta la produzione di latte dell’azienda è destinata al caseificio di proprietà.

Questa crescita ci ha portato a diventare un’azienda casearia, infatti oggi, il nostro core business è il formaggio.

Qual è la vostra filosofia ed a quali principi vi ispirate?

La filosofia a cui ci ispiriamo si basa sul processo naturale della nostra personalità in quanto abbiamo come azienda un approccio prettamente familiare, perché oltre alla gestione imprenditoriale, esiste una dimensione umana ed etica dell’organizzazione.

Il nostro formaggio ha come base di partenza la terra, in quanto non compriamo materia prima per poi trasformarla, ma in primis alleviamo gli animali con rispetto per la loro salute. Sono convinto che il primo comandamento di ogni allevatore debba essere l’amore per l’ambiente in cui viviamo.

Le fasi che caratterizzano il nostro processo sono legate al rispetto della biologia in ogni passaggio, dalla coltura alla cultura dei campi, perché mai come adesso è importante comprendere che il “biologico” deve essere la normalità.

Insisto e mi batto affinchè nelle nostre etichette non ci sia nessuna certificazione che attesti il “biologico” perché per noi è la normalità, non abbiamo bisogno di certificazioni.

Per noi è fondamentale il rispetto dei cicli naturali delle stagioni, degli animali, degli uomini che lavorano in questa azienda: è una visione olistica del benessere di un’impresa.

Se devo racchiudere in una parola la nostra filosofia questa è “amore” e dove c’è amore c’è business.

Quali caratteristiche presenta questo territorio e quanto incidono sul vostro prodotto?

Le caratteristiche del Montefeltro sono uniche per mille sfaccettature, un aspetto che caratterizza questo territorio è la sua esposizione alla luce solare. Il nostro territorio è composto prevalentemente da boschi cedui, l’unica forma boschiva in grado di assorbire totalmente l’energia del sole, rilasciarla nel terreno e propagarla. Tale caratteristica è importantissima e siamo convinti che l’energia solare si trasmetta anche all’erba di cui si nutrono le nostre greggi. L’Azienda si trova su un terreno collinare con un dislivello compreso fra 200 e 600 mt s.l.m., tale conformazione favorisce una forte biodiversità che caratterizza i nostri formaggi.

Cosa vi ha spinto a coltivare biologico?

Mio padre è arrivato nel ’73 ed ha iniziato ad acquistare terreni da imprenditori e contadini del luogo allontanandosi sempre di più dalla cementificazione del territorio e da una produzione agricola basata su fertilizzanti e concimi chimici.

Noi abbiamo abbracciato la filosofia della produzione biologica in modo spontaneo, infatti crediamo che quando la terra è lavorata con pathos, ti ripaghi copiosamente degli sforzi profusi. Quando c’è amore ed una buona pratica agricola che porta i nostri terreni ad aver tempo di rigenerare continuamente, il grano non ha bisogno di prodotti chimici per crescere sano, florido e in quantità.

Avete dei progetti in futuro riguardo al biologico?

Premesso che per noi né futuro né passato esistono, l’unica cosa che vale è agire bene nel presente.

Nella nostra azienda è in corso la realizzazione di una struttura destinata ad essere la stanza del formaggio, una bottega dove accoglieremo i nostri clienti; la immaginiamo come espressione del territorio e sintesi della nostra filosofia.

L’auspicio per il futuro è la creazione di un’oasi in cui agiscano in sinergia con la natura uomini che abbiano a cuore non solo il business, ma un sistema sostenibile con al centro la terra, unica fonte di nutrimento possibile per tutti gli esseri viventi.

Vogliamo ritornare alla ricerca della bellezza insita nella terra e nell’uomo, ma che oggi spesso gli esseri umani non sanno più riconoscere; gli agricoltori, invece, riescono ancora a percepire tale bellezza attraverso una naturale e logica gestione agricola: il biologico per noi è quindi “bio-logico”.

Vorrei concludere dicendo che un mestiere come il nostro ci dà la grande opportunità di comprendere meglio il concetto di tempo. Il nostro tetto è il cielo, e per quanto la tecnologia aiuti a prevedere il tempo metereologico, dobbiamo ricordare che nello scorrere del tempo esiste un fattore di imprevedibilità, imprevedibilità che fa parte della dimensione umana: quotidianamente questo mestiere ce lo ricorda.