Luglio 13, 2020

Conversione al metodo biologico

By Pietro Blasi

L’agricoltura biologica è un sistema di produzione agricola che non fa uso di prodotti chimici di sintesi e che tende a creare un equilibrio tra produzione agricola ed ecosistema naturale.

Il primo passo per la conversione al metodo biologico prevede un piano di conversione, che è fondamentale per valutare tempi e metodi. Una volta valutata la volontà e la possibilità di convertirsi al metodo biologico, il soggetto si deve iscrivere al sistema di controllo, quindi scegliere un Organismo di Controllo (Odc) autorizzato dal ministro delle politiche agricole. Gli Odc sono molto diffusi sul territorio e ognuno offre servizi e tariffe differenti. Tramite le associazioni di categoria viene inviata la notifica di attività con metodo biologico, questa comunica la struttura dell’azienda e il tipo di attività svolta (produzione trasformazione) ed indica l’organismo di controllo scelto, con il quale sarà stipulato un contratto per il controllo e la certificazione. Nei giorni successivi l’Odc predispone la prima visita ispettiva, dove un tecnico attraverso l’ispezione dei terreni e dei locali verifica le condizioni dell’azienda e segnala eventuali criticità da tenere in considerazione. Durante la prima visita vengono consegnati i registri aziendali che devono essere costantemente aggiornati: il registro colturale, il registro delle materie prime e il registro delle vendite. L’operatore si impegna a dare libero accesso a tutti i registri aziendali nonché ai documenti di natura fiscale. A seguito della prima visita, valutata e verificata la conformità dell’azienda all’applicazione del metodo biologico, sono comunicati i tempi di conversione di ogni singolo appezzamento, anche alla luce del programma annuale di produzione.

La durata della conversione per i prodotti vegetali annuali e pascoli richiede 2 anni a partire dalla data di protocollo della prima notifica fino al momento della semina della coltura da certificare. Se il raccolto ha luogo durante i primi 12 mesi di conversione il prodotto è considerato convenzionale, se il raccolto si svolge tra i 12 e 24 mesi si può utilizzare il riferimento “prodotto in conversione all’agricoltura biologica”, mentre il raccolto delle colture seminate 24 mesi dopo l’inizio della conversione può essere etichettato come “prodotto biologico” e fregiarsi del logo UE. La raccolta delle foraggere poliennali, prati permanenti e pascoli vengono considerati prodotti biologici 24 mesi dopo l’inizio della conversione.


Per le produzioni vegetali poliennali sono necessari 3 anni di conversione. In sostanza, i prodotti dal quarto raccolto sono considerati biologici, dal secondo ed dal terzo sono “prodotti in conversione”, mentre quelli del primo anno si reputano convenzionali, sempre a partire dalla data della prima notifica.

Per le produzioni animali, il periodo di conversione comincia subito dopo la conversione dei terreni, vale a dire 24 mesi, e si estende per un periodo che varia in funzione della specie animale allevata.

L’idoneità aziendale è sancita dall’emissione, da parte dell’Odc, del documento giustificativo, che consente l’iscrizione dell’azienda all’albo nazionale degli operatori del biologico ed è un documento pubblico. Qualora l’operatore dovesse immettere sul mercato il proprio prodotto biologico è necessario che l’Odc emetta anche il “certificato di conformità”, che riporta l’elenco dei prodotti certificati.
La qualifica di produttore biologico ha validità annuale ed è garantita dalle visite ispettive da parte dell’Odc. Le ispezioni sono sia fisiche, quindi rivolte alla verifica delle coltivazioni e dei magazzini e alla visione dei registri e della contabilità, che chimiche, per valutare la presenza di prodotti non ammessi dalla regolamentazione. La conformità aziendale sancisce il pieno rispetto del regolamento in riferimento a tutti gli aspetti coinvolti nel processo biologico.
In questo modo l’acquirente e il consumatore hanno la certezza che l’azienda abbia messo in campo tutte le pratiche necessarie a creare un ecosistema stabile e solidale, che è alla base dei principi del biologico .